«Nel mondo di oggi c'è grande sete di Cristo e della libertà che Egli solo ci offre. Nelle case cattoliche e nella parrocchia i nostri fratelli devono trovare le fonti di acqua viva, le fonti di grazia divina, le fonti del Magistero della Chiesa e dei Sacramenti, specialmente, la Penitenza e la Sacra Eucaristia, che possono estinguere la sete spirituale di un mondo tristemente secolarizzato» (Cardinal Leo Raymond Burke, 26 Dicembre 2010)

domenica 19 febbraio 2017

Il card. Burke a Guam non per punizione ma per uno speciale incarico per il bene della Chiesa

Il cardinale Raymond Leo Burke è il Patrono dell’Ordine di Malta. Da qualche giorno il porporato americano, 68 anni, considerato da molti un oppositore di Papa Francesco per via delle sue posizioni tradizionali, è stato inviato a 12.000 km da Roma, sull’Isola di Guam per indagare su un caso di pedofilia risalente agli anni 70. Secondo alcuni si tratta di una punizione del Pontefice nei confronti del cardinale, ma a quanto risulta a Stanze Vaticane – Tgcom24, il Papa è stato informato dell’incarico affidato al card. Burke dalla Congregazione per la Dottrina della Fede soltanto a cose fatte, quando il porporato era già sull’isola del Pacifico.



Cardinale Burke come nasce questa missione sull’Isola di Guam?
La missione è nata per una richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede che io servo quale preside del suo Tribunale Apostolico. Dovrò trattare una delicata causa ecclesiastica penale.
Perché è stato scelto lei?
Il Papa ha affidato la causa alla Congregazione, e la Congregazione ha proceduto secondo la giusta procedura a formare i membri del Tribunale. In ogni caso, penso di esser stato scelto in base ai miei studi di diritto canonico e la mia lunga esperienza con i processi ecclesiastici.
Quindi non è stato il Papa a chiederle di andare?
Il Papa non ha mai parlato con me di questo compito. Ho comunicato esclusivamente con i superiori della Congregazione per la Dottrina della Fede che è la procedura usuale in questi casi.
Quanto durerà questo incarico sull’Isola di Guam?
La parte della mia missione che si deve svolgere a Guam sarà prossimamente completata. Quanto tempo ci vuole per completare tutta l’istruzione della causa non è chiaro, ma spero di poter finire il lavoro prima dell’estate.
In tanti hanno detto che si tratta di una “punizione” del Papa perché lei è un oppositore. È così?
No, non vedo questa missione come una punizione del Papa e certamente non la sto vivendo come una punizione! È normale per un Cardinale, secondo la sua preparazione e disponibilità, di ricevere speciali incarichi per il bene della Chiesa. Non sono stato sorpreso dalla richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede e ho accettato, conscio della grave responsabilità che comport‎ava, ma senza nessun pensiero di altre motivazioni da parte di Papa Francesco o dalla Congregazione.

http://stanzevaticane.tgcom24.it/2017/02/18/macche-punizione-del-papa-guam-non-e-un-confino-intervista-al-card-raymond-leo-burke/#more-2108

sabato 18 febbraio 2017

Burke: “Santa Gianna Beretta Molla è un modello per le donne incinte”

Durante un’omelia tenuta in occasione di una Santa Messa presso la chiesa di Maria Immacolata a Farmers Branch (un sobborgo di Dallas), promossa – come atto di riparazione e di espiazione per il peccato abominevole dell’aborto – dalle associazioni “Azione Cattolica per la fede e la famiglia” e «Birth Choice» il cardinale Raymond Leo Burke ha detto che la decisione della Corte Suprema americana nel caso Roe contro Wade del 1973, quella che ha introdotto l’aborto negli USA, «è stata una ribellione contro Dio e la sua legge scritta in ogni cuore umano» cioè «tutelare e promuovere la vita umana dal momento del concepimento fino alla morte naturale». Il cardinale ha proposto anche la venerazione di una santa italiana, Gianna Beretta Molla, «una eroica moglie, madre e medico italiano che ha donato la sua vita per permettere la nascita del bambino che portava nel grembo». Il cardinale Burke l’ha indicata come un modello per le donne che sono in dolce attesa.


Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/cardinale-burke-santa-gianna-beretta-molla-un-modello-le-donne-incinte/

giovedì 16 febbraio 2017

Il cardinal Burke inviato speciale del Papa per risolvere un caso di pedofilia



Il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, patrono dell'Ordine di Malta è stato inviato dal Papa nell'isola di Guam, nell'arcipelago delle Marianne, per indagare su un complesso caso di abusi di cui è accusato l'arcivescovo Anthony Apuron, 71 anni. Il «tribunale di prima istanza» presieduto da Burke, di cui fanno parte altri quattro giudici, tutti vescovi, dovrà raccogliere testimonianze e documentazione da trasmettere alla Congregazione per la Dottrina della fede. 
Non si sa quanto tempo dovrà rimanere nell'isola del Pacifico il porporato, ex presidente del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, che a fine mese è atteso negli Usa per una conferenza. Sicuramente il tempo necessario per istruire il processo canonico e far luce sul controverso caso di pedofilia. 
Le accuse contro il vescovo Apuron, che continua a dichiarare la sua innocenza e sostenere di essere estraneo ai fatti, sono state mosse nel maggio scorso da un ex chierichetto, Roy Taitague Quintanilla, dodicenne all'epoca dei presunti abusi  risalenti agli anni '70, seguite dalle accuse di altri tre uomini, tutti ex chierichetti, e della madre di un quarto, morto nel frattempo. Come riferisce il quotidiano locale Pacific Daily News, il cardinale Burke raccoglierà oggi la deposizione di Quintanilla. 
La vicenda risulta ancora poco chiara e, stando alle dichiarazioni di fonti locali, ha portato alcuni membri di uffici diocesani a dimettersi dagli incarichi. Il Papa è già intervenuto nominando un amministratore apostolico, l'arcivescovo cinese monsignor Savio Hon Tai-Fai, segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, che però non sarebbe riuscito a far fare passi avanti all'inchiesta. A ottobre, Francesco ha poi nominato il vescovo Michael J. Byrnes come «coadiutore» della diocesi di Agana, con pieni poteri. 
Apuron continua tuttavia a mantenere il titolo di arcivescovo di Guam. Già in passato il presule era finito al centro di violente proteste per avere distribuito una lettera in cui paragonava l'attivismo per i diritti gay al terrorismo islamico. 

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/02/16/vaticaninsider/ita/vaticano/il-cardinale-burke-a-guam-per-indagare-su-un-caso-di-pedofilia-Mxn9qEuGv020DHUim60wrM/pagina.html



A Vatican tribunal sent to Guam as part of Archbishop Anthony S. Apuron’s canonical trial heard from some witnesses Thursday, but didn't directly hear from one of Apuron’s alleged sexual abuse victims.
Deacon Steve Martinez, a former sexual abuse response coordinator — whom Apuron reportedly fired for raising concerns about the archdiocese’s mishandling of sex abuse allegations for several years — was among those deposed by the tribunal. Apuron has denied all sex abuse allegations against him and hasn't been charged criminally, although he’s facing multiple civil lawsuits.
Former altar boy Roland Sondia didn't agree to be deposed by the Vatican team without his counsel, David Lujan, of the law firm of Lujan and Wolff.
Cardinal Raymond Leo Burke, a prominent leader of the Catholic Church’s conservative wing and a seasoned canon lawyer, heads the mission to interview Guam witnesses as part of Apuron’s canonical trial. Burke, who has clashed with Pope Francis on some issues, is the presiding judge in the Apuron trial.
Sondia and Lujan left the Archdiocese of Agana Chancery, where the deposition was being held, after the Rev. Justin M. Wachs told David Lujan the process doesn't allow a witness to bring a lawyer. Wachs serves as the Vatican court reporter for the Apuron trial.
Sondia, who accused Apuron of sexually abusing him during a sleepover at an Agat church rectory in the 1970s, will submit a written declaration next week, David Lujan said.
“Honestly, I really don’t believe that they’re going to change what they have been doing for centuries, you know, to appease me,” David Lujan said

Fonte: 
http://www.guampdn.com/story/news/2017/02/15/vatican-officials-arrive-chancery-hear-testimony/97969714/

martedì 14 febbraio 2017

Anche una benedizione aiuta l'ecumenismo. Lo stile umile del cardinal Burke


In keeping with his role as Patron for the Sovereign Order of Malta, Cardinal Raymond Burke blessed a gift of medical equipment Thursday given by the Knights of Malta to a medical clinic serving the poor and uninsured.
The Cardinal blessed a $10,000 procedure table recently given to the Duchesne Clinic with a grant from the world’s oldest medical mission, a lay religious order founded in 1113 serving people in 120 countries.
Despite the controversy swirling around Cardinal Burke in Rome with the aristocracy of the Knights of Malta, local Knights and especially the simple faithful have found in him a humble servant of Christ and representative of His Church.
Cardinal Burke’s visit to the clinic came during one of his U.S. trips for various commitments, including the celebration of a Pontifical Low Mass in the Extraordinary Form at the adjacent Saint Mary-Saint Anthony Church.
Leavenworth resident Bingo Dickerson drives 60-plus miles once a month for diabetes education at the clinic and just happened to have an appointment while Cardinal Burke was there to bless the procedure table from the Knights.
Dickerson, a Baptist, asked one of the priests accompanying Cardinal Burke if he could meet him. It didn’t matter to Dickerson that he isn’t Catholic.
“I’ve never met a cardinal before,” Dickerson said. “Even though I’m a Baptist, every side has good people.”
He was very taken with the cardinal and his visit to bless the medical equipment.
“The Spirit was there when he was dedicating the table,” said Dickerson, who was moved as well by Cardinal Burke’s pausing to meet him personally.
“He smiled and he was very nice,” he continued. “He didn’t brush you off.”
Dickerson wishes he would have known the cardinal was celebrating Mass at St. Anthony Church nearby just before the blessing at Duchesne. He said he would have come earlier to attend the Mass.
“For him to take the time, he’s not too busy to say something to the little man,” he continued. “For a cardinal to make time … when I greeted him I got a sense of humbleness … and that’s in the Good Book.”
Mass attendees at the ethnic German parish infused with Irish and Hispanic cultures lined up to greet him after the liturgy before he headed to the clinic.
Cardinal Burke’s blessing of the medical equipment for the Duchense Clinic gave a boost to its efforts. The clinic staff prepared a reception to welcome Cardinal Burke that included Hispanic pastries.
“It’s beautiful,” said Dominico Nguyen of the cardinal’s visit to the clinic.
His mother, Tu Nguyen, agreed, telling LifeSiteNews, “It’s a blessing.”
The Nguyens are residents of Kansas City, Missouri, and attend Our Lady of Perpetual Help Parish. They knew the cardinal from his time as archbishop of St. Louis.
“He’s really kind,” Dominico Nguyen told LifeSiteNews
Nguyen praised Cardinal Burke for his enduring defense for the sanctity of human life and for his efforts to uphold the sacrament of marriage.
“I’m sure there are a lot of people that support him,” Nguyen continued.
[...]
Local members from the Knights of Malta had approached the Duchesne Clinic asking what its needs were, said executive director George Noonan, and after a successful grant application process, the result was the procedure table. The Knights had provided a grant to the clinic three years ago for supplies to give shingles shots.
Jim and Georgia Lynch of the local Knights of Malta were instrumental in the Duchesne Clinic obtaining the grant for the procedure table.
Noonan said the procedure table’s arrival just before Cardinal Burke happened to be in the area and available to bless it was a “nicely matched need.”

FONTE: https://www.lifesitenews.com/news/cardinal-burke-faithfully-carries-out-his-duties-in-service-to-the-church-k

giovedì 9 febbraio 2017

Carrie Teegarden: "Il cardinal Burke è un uomo buono e santo" (Card. Burke is a good, holy man)



Oh, my! Vince Hatt (Saturday's Tribune) certainly has it in for Cardinal Burke, doesn't he?

So very many letters now against him. He brings up that Cardinal Burke, when he was bishop of La Crosse, would not allow (in a Catholic spirituality center) speakers advocating practices directly contrary to the faith.

Is not this the responsibility of a good and, may I say, courageous bishop?

We might more properly ask why the director of that place would (a) in the first place invite them and (b) question the lawful moral authority of his bishop when the matter is one of orthodoxy. I have a slight acquaintance with Cardinal Burke, which means that I have met him. I follow things about him and notice his interest is only in explaining, defending and protecting the Catholic faith. I also notice he does not pick up a pen to answer attacks against his personal integrity. I believe him to be a good and holy man.

Fonte: http://lacrossetribune.com/news/opinion/mailbag/carrie-teegarden-cardinal-burke-is-a-good-holy-man/article_806313da-075a-5961-8d01-37ee444e0513.html

venerdì 3 febbraio 2017

Dagli USA alla Russia cresce il movimento pro-vita, grazie anche al cardinal Burke




Dagli USA alla Russia il movimento a favore della cultura della vita sta conoscendo un momento positivo. E di questo non può che rallegrarsi il cardinale Raymond Leo Burke, già prefetto della Segnatura Apostolica, e ora patrono dei Cavalieri di Malta. Il porporato parteciperà il 7 febbraio prossimo preso l’Ohio State University, College of Medicine, ai lavori della Medical Ethics Conference, in cui parlerà sul tema: “The Economy of Life”. Come ci spiega l’organizzatore del Seminario, Giovanni Battista Bellomo, “Il senso generale della conferenza a cui si è voluto dare il titolo di ‘Economia della vita’ è volto a spiegare in maniera scientifica (attraverso l’intervento di studiosi e medici) il valore della vita. Essa perciò va difesa anche affrontando un costo economico , il quale è di valore minore rispetto al bene tutelato”. Nel corso dell’evento si tratterà anche dello spinoso argomento della stagione ultima dell’esistenza. “Un medico specializzato in cure palliative, dovrebbe spiegare come anche in quegli stati di sofferenza, la medicina possa intervenire per alleviarla e dare dignità al malato”.

Da un punto di vista più ampio, la Conferenza vorrà richiamare l’attenzione mediatica e politica su un dato di fatto: esistono giovani ancora pronti a lottare per queste idee e non omologati a quella che San Giovanni Paolo II ha spesso definito la cultura della morte così presente nel mondo occidentale.

È da ricordare che nei giorni scorsi è stato attribuito al cardinale Burke, da tutti i leader pro-life americani il “Law of Life Achievement Award”, un premio che onoroa la sua difesa costante della cutlura della vita, nonostante, è scritto nella motivazione, “le persecuzioni e le pubbliche umiliazioni da lui patite”, e sopportate sempre “serenamente”, come ha detto John-Henry Westen di LifeSiteNews, illustrando le motivazioni del riconoscimento. Burke si è sempre distinto perché, contro prassi più morbide, insisteva che fosse negata la comunione ai politici cattolici che facevano pubbliche dichiarazioni a favore dell’aborto, in particolare di quelli statunitensi. Come ricorda Corrispondenza Romana “Il suo impegno e la sua militanza pro-life sono ben noti anche in Italia, essendo, la sua, una presenza fissa alla Marcia per la Vita di Roma. Durante i Sinodi sulla Famiglia Sua Eminenza ha ribadito come non possa esistere alcuna apertura circa l’accesso all’Eucarestia da parte dei divorziati risposati”.

Westen ha dichiarato ai leader pro-life, presenti per la Marcia per la Vita di Washington di “Non aver mai visto nessuno indossare la porpora più meritatamente del card. Burke. Non si è mai allontanato dalla Verità, pur essendo stato retrocesso, umiliato ed attaccato anche dai media internazionali, nonché crudelmente diffamato da alcuni suoi confratelli vescovi”.

Parlando di cultura della vita, ci sembra giusto ricordare un altro campo di battaglia, quello russo. Ne è protagonista il patriarca Kirill, con la Chiesa ortodossa moscovita. Dopo la firma, apposta il 27 settembre scorso dal Patriarca Kirill su una petizione destinate alle autorità politiche e al Parlamento affinché venga revocata la libertà di aborto, Kirill è tornato sull’argomento in questi giorni chiedendo con fermezza ai parlamentari di mettere al bando questa pratica. “Ho più volte chiesto ai deputati di prendere in considerazione di limitare l’aborto e ho potuto verificare alcuni progressi compiuti per affrontare questo male”, ha dichiarato. Combattere l’aborto non rappresenta “un gesto rivoluzionario, bensì un necessario ritorno alla normalità”, senza la quale “sarà impossibile per gli uomini e per le donne raggiungere la felicità”.

L’Unione Sovietica nel 1920 fu il primo Paese a legalizzare l’aborto in ogni circostanza. Ma a causa del calo demografico, nel ’36 Stalin lo vietò categoricamente. Fu ripristinato però nel 1954. La Russia, che oggi consente l’interruzione di gravidanza fino alla 12esima settimana (alla 22esima in caso di stupro), mantiene uno dei più alti tassi di aborto al mondo.

Fonte: http://www.marcotosatti.com/2017/02/03/dagli-usa-alla-russia-nuovo-slancio-ai-pro-vita-il-card-burke-in-usa-per-parlare-di-etica-della-vita-premiato-dalle-organizzazioni-pro-life/

giovedì 2 febbraio 2017

Il Papa ha incaricato il cardinal Burke di ripulire dai massoni l'Ordine di Malta



Un invito alla vigilanza contro l’appartenenza di membri dell’Ordine di Malta alla massoneria e azione decisa per fermare i responsabili della distribuzione di contraccettivi nei programmi di assistenza nei paesi poveri. È questo il senso della “famosa” lettera inviata il 1° dicembre scorso da papa Francesco al cardinale Raymond Burke, patrono del Sovrano Ordine Militare di Malta, e che la Nuova Bussola Quotidiana ha potuto vedere.
Si tratta della lettera inviata dopo il colloquio personale che il cardinale Burke aveva avuto il 10 novembre con papa Francesco, a cui aveva spiegato la delicata situazione dell’Ordine riguardo alla posizione di Albrecht Boeselager, di cui raccontiamo nell’altro articolo. Questa lettera, resa nota anche a tutti i membri del Consiglio sovrano dell’Ordine, è stata fin qui usata come capo d’accusa (gravissimo) contro lo stesso cardinale Burke.
Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, è infatti intervenuto dopo la destituzione di Boeselager per contestare al cardinale patrono di aver millantato il sostegno di papa Francesco al siluramento di Boeselager. Questa è stata anche la base per il successivo intervento di segreteria di Stato e Papa che hanno portato alla richiesta di dimissioni al Gran Maestro Matthew Festing e al commissariamento dell’Ordine. Burke in realtà ha sempre negato di essere stato l’ispiratore del siluramento o di avere usato in modo fraudolento le parole del Papa, ma la lettera in realtà ha toni ben meno concilianti di quelli pretesi dal cardinale Parolin.
Il Papa, dopo aver richiamato il cardinale Burke alla vigilanza «in esecuzione del suo compito di “promuovere gli interessi spirituali dell’Ordine e dei suoi membri ed i rapporti fra la Santa Sede e l’Ordine” (Carta Costituzionale, art. 4 par. 4)», afferma anzitutto che «si dovrà evitare che nell’Ordine si introducano manifestazioni di spirito mondano, come pure appartenenze ad associazioni, movimenti e organizzazioni contrari alla fede cattolica o di stampo relativista». Il riferimento è alla presunta infiltrazione della massoneria tra i Cavalieri di Malta che il Papa, in colloqui privati, ha evocato più volte. «Qualora ciò dovesse verificarsi – prosegue papa Francesco – si inviteranno i Cavalieri che eventualmente fossero membri di tali associazioni, movimenti ed organizzazioni a ritirare la loro adesione, essendo essa incompatibile con la fede cattolica e l’appartenenza all’Ordine».
Il secondo capitolo riguarda il problema della diffusione dei contraccettivi nei paesi poveri: «Andrà inoltre particolarmente curato – si legge nella lettera – che nelle iniziative e opere assistenziali dell’Ordine non vengano impiegati e diffusi metodi e mezzi contrari alla legge morale. Se in passato è sorto qualche problema in questo ambito, mi auguro che possa essere completamente risolto. Mi dispiacerebbe sinceramente, infatti, se alcuni alti Ufficiali – come Lei stesso mi ha riferito – pur sapendo di queste prassi, concernenti soprattutto la distribuzione di contraccettivi di qualsiasi tipo, non siano finora intervenuti per porvi fine».
Chiaro dunque l’obiettivo posto dal Papa. Ma come affrontare i responsabili dello scandalo? «Non dubito però – scrive papa Francesco – che, seguendo il principio paolino di “operare la verità nella carità” (Ef 4, 15), si riuscirà a entrare in dialogo con loro ed ottenere le necessarie rettifiche».
Un’indicazione chiara anche qui, ma soprattutto un auspicio. Cosa succede infatti se i responsabili non intendono risolvere il problema? Come abbiamo spiegato nell’articolo principale, infatti, non si tratta di un piccolo problema isolato ma di pratiche svolte almeno fino a tempi recentissimi e soprattutto condivise ideologicamente da responsabili come Boeselager che fino al 2014 è stato il diretto responsabile di questi progetti. Da tutte le ricostruzioni della vicenda appare chiaro che c’è stato il tentativo del Gran Maestro di richiamare Boeselager alle sue responsabilità, cosa che è stata rifiutata, spingendo allora il Gran Maestro alla destituzione di Boeselager e il Consiglio sovrano a eleggere il suo successore come Gran Cancelliere.
Come poi sono andate le cose è storia recente, ma leggendo le chiare indicazioni di papa Francesco, non ci si può non stupire che il risultato finale sia che il responsabile oggettivo dei progetti condannati dal Papa sia oggi stato riabilitato e risulti il vincitore mentre coloro che hanno cercato di seguire le indicazioni del Papa sono stati silurati, umiliati e sottoposti alla gogna mediatica.
La lettera conferma anche che tra il Papa e il suo segretario di Stato emergono posizioni diverse sul caso Ordine di Malta, con un cardinale Parolin decisissimo a sostenere Boeselager e il commissariamento vero e proprio dell’Ordine. Un fatto che desta qualche curiosità, aumentata da un altro dettaglio finora non comunicato. La Santa Sede ha infatti deciso l’annullamento e l’invalidità di tutti gli atti del Gran Maestro e del Consiglio Sovrano dal 6 dicembre scorso. In questo modo viene resa nulla la destituzione di Boeselager ma anche – e sta qui il dettaglio – la nomina di una commissione d’inchiesta interna voluta dal Gran Maestro per indagare sul misterioso lascito di 120 milioni, depositati in Svizzera, di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane e di cui il Gran Maestro era sostanzialmente all’oscuro. Informato (e interessato) pare invece lo fosse Boeselager. Ora questa commissione d’inchiesta non ci sarà più.

Riccardo Cascioli
Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quella-lettera-del-papa-al-cardinale-burke-18826.htm

Il cardinal Burke premiato dai pro-life americani per il suo impegno a favore della vita


Aggiudicato al card. Raymond Leo Burke da tutti i leader pro-life americani il «Law of Life Achievement Award», il premio per la sua difesa senza quartiere della fede, della vita e della famiglia, nonostante «le persecuzioni e le pubbliche umiliazioni da lui patite» per questo e sopportate sempre «serenamente», come sottolineato da John-Henry Westen di LifeSiteNews, presentando le motivazioni del riconoscimento. Nel corso del suo ministero, Sua Eminenza non ha mai mancato d’insistere, infatti, a norma di Diritto Canonico, affinché fosse negata la Santa Comunione ai politici cattolici dichiaratisi favorevoli all’aborto. Ripetuti sono stati inoltre i suoi interventi contro l’onnipervasiva «mentalità contraccettiva», a favore del matrimonio come sacra unione tra un uomo ed una donna ed in difesa della primaria responsabilità educativa dei genitori verso i propri figli. Il card. Burke negli ultimi due anni ha anche esortato i Cattolici, in numerose occasioni, a prepararsi al martirio a fronte della crescente opposizione ai chiari insegnamenti della Chiesa in fatto di matrimonio e di famiglia. Il suo impegno e la sua militanza pro-life sono ben noti anche in Italia, essendo, la sua, una presenza fissa alla Marcia per la Vita di Roma. Durante i Sinodi sulla Famiglia Sua Eminenza ha ribadito come non possa esistere alcuna apertura circa l’accesso all’Eucarestia da parte dei divorziati risposati. Le prove e le rinunce, anche dure, non gli sono mancate. Nel 2013 è stato rimosso dalla Congregazione per i Vescovi; l’anno successivo gli è stato tolto l’incarico di Prefetto della Segnatura Apostolica; poco dopo aver firmato i famosi “dubia” relativi all’Amoris Laetitia, è stato rimosso anche dalla Congregazione per il Culto Divino. Westen ha dichiarato ai leader pro-life, presenti per la Marcia per la Vita di Washington, di «non aver mai visto nessuno indossare la porpora più meritatamente del card. Burke. Non si è mai allontanato dalla Verità, pur essendo stato retrocesso, umiliato ed attaccato anche dai media internazionali, nonché crudelmente diffamato da alcuni suoi confratelli Vescovi». Il premio assegnatogli consiste in una copia del chiodo usato per fissare i piedi di Cristo alla Croce. Il riconoscimento è giunta dopo un vertice tra le principali sigle pro-life, tenutosi alla vigilia della Marcia per la Vita di Washington, lo scorso 26 gennaio: «Ogni volta che si parla con lui – ha fatto notare John-Henry Westen –  si percepisce la sua preoccupazione, preoccupazione non per sé stesso, bensì per la fede, per la vita e per la famiglia». Prima di lui sono stati insigniti dello stesso riconoscimento John-Henry Westen (2013), Michael Hichborn (2014), Mary Wagner e Thomas Brejcha (2015) e David Bereit (2016) (M. F.).

Fonte: Corrispondenza Romana